domenica 22 novembre 2015

Nuove scansioni nella LIBRERIA DI RAGGIDISTORIA ! Catalogo Campagnolo n.18 BIS Aprile 1985 in ITALIANO e in ALTA RISOLUZIONE!

Come vi abbiamo raccontato nel precedente articolo dove presentavamo la scasione del Listino prezzi Campagnolo N.28 (vai all'articolo cliccando su questo-> LINK) il nostro blog sta tornando in piena attività ed in particolar modo il nostro team si sta dedicando alla produzione di nuove scansioni dando ovviamente la precedenza ai Cataloghi CAMPAGNOLO. Fino a Natale riusciremo a portare online circa un catalogo a settimana! Quindi seguiteci!

Cosa differenzia le nostre nuove scansioni da quelle precendenti o da altre scansioni di altri siti?
- Con un nuovo scanner riusciamo ora a produrre PDF in alta definizione per non farvi perdere nemmeno il più piccolo dettaglio.
- Scansioniamo sempre e solo a colori da cataloghi originali (niente piu copie di fotocopie!)
- Scansioniamo anche le pagine bianche a colori! Sfogliare la scansione digitale vi permetterà comunque di apprezzare le ditate di grasso lasciate dal meccanico ex proprietario dei cataloghi :-) e questo vi regalerà quella sensazione di "RETROBOTTEGA" che noi collezionisti amiamo tanto.
- Scansioni di copertina/retro e pagine di servizio! Spesso le scansioni trascurano importanti pagine semivuote ma nelle quali spesso sono contenute informazioni importanti come la data di stampa o di produzione!!! Essenziali per datare correttamente i componenti.
Ultimi ma non per merito:
Come al solito tutti le nostre scansioni sono LIBERE E GRATUITE !
Potete scaricare e condividere il file come volete !
Se volete condividere i file su siti internet o blog vi preghiamo soltanto di citare la fonte!
SCHEDA TECNICA DEL CATALOGO:
Marchio:Campagnolo
Nome Catalogo:Catalogo Generale n.18 BIS
Data di stampa:Aprile 1985
Stampato da:FOTOTECNICA - Vicenza -- Printed in Italy / OFFSET INVICTA S.p.A. - Limena/Padova
Contentuto:54 pagine contenti i dettagli illustrati dei gruppi:
C-Record
Victory
Triomphe
990
980
Gamma cerchi
Indice Catalogo:
Clicca sull'immagine per ingrandirla.
Descrizione in sintesi:Si tratta del primo Catalogo Campagnolo in seguito alla scomparsa dei gruppi della vecchia guardia che avevano dominato la scena per anni (Super/Nuovo record e Gran Sport). Il catalogo mostra una generazione tutta nuova di componenti che strizzano molto più l'occhio al design (vedi freni delta) piu che alla funzionalità vera e propria. Ai tempi si malignava sul fatto che questa generazione di componenti fosse il frutto delle nuove progettazioni dettate da Valentino Campagnolo che in seguito alla scomparsa del padre Tullio nel Febbraio del 1983 aveva preso le redini dell'azienda. A smentire questo ci penserà poi la storia dell'azienda fino ai giorni nostri che tutt'ora vanta enormi successi e leadership di mercato.
Si noti che i gruppi Victory e Triomphe contenuti in questo catalogo ebbero vita brevissima (solo 2-3anni)ciò rende questi gruppi completi rari e tutt'ora costosi.
La questione DELTA E COBALTO:
Interessante notare come i freni Delta appena presentati nelle illustrazioni di questo catalogo fossero già stati ritirati e sostituiti con i famosi Cobalto con una nota a pagina 6 che riportava quanto segue: "Il sottogruppo freni 315/101 non è disponibile alla datadi stampa del presente catalogo. Il gruppo viene corredati di un sottogruppo freni della famiglia Super Record". Infatti i freni mostrati nelle illustrazioni erano i DELTA PROTOTIPO. (Leggi l'articolo sulle varie versioni dei freni DELTA a questo LINK)
Link al file PDF:LINK AL FILE PDF SU GOOGLE DRIVE (dimensione file: 340Mb)
LE DOMANDE DEI LETTORI
Sul tema dei cataloghi ci vengono spesso fatte domande ricorrenti da parte dai lettori del blog, il quesito più comune ci interroga sul possesso dei cataloghi e su come altri collezionisti possono fare ad ottenerli (le copie originali ovviamente)
La risposta che siamo soliti dare è la seguente:
La maggior parte dei cataloghi è di nostra proprietà (autori del blog) e sono entrati in nostro possesso grazie a COSTOSI acquisti occasionali e fortuiti effettuati sia off-line (mercatini/altri appassionati) che on-line (ebay).
Purtroppo i cataloghi sono piuttosto rari e come se non bastasse alcune "FAZIONI" di collezionisti facoltosi tendono ad accaparrarsi la maggior parte di questi documenti senza poi condividerne i contenuti !

IL COLLEZIONISTA GELOSONE
Alcune volte mi sono sentito dire da alcuni che si "spacciavano" per collezionisti appassionati, che CONDIVIDERE LE FOTOCOPIE DEI CATALOGHI NE SVALUTA IL PREZZO DI MERCATO!!!
A questa frase io e gli altri autori di questo blog rabbrividiamo e sopratutto proviamo molta tristezza e pena per questi cosidetti "appassionati" ! Infatti,in questo hobby, crediamo molto nella nostra filosofia che si basa sul concetto molto semplice per il quale qualunque cosa sia più bella se condivisa!!! E di questo ne abbiamo prova ogni giorno anche grazie al calore di voi lettori!!!
GRAZIE A VOI !!!
In barba a coloro che comprano cataloghi per tenerli in cassaforte siamo pronti a condividere tutto ciò che ci passa fra le mani!!! :-)

AIUTATECI !!!
Come sempre chiediamo anche il vostro aiuto, che fino ad oggi è stato prezioso! Se avete cataloghi o scansioni di cataloghi inviateceli e noi provvederemo a diffonderli in rete tramite il nostro blog.
Inoltre abbiamo deciso di mettere a libera disposizione un pulsante per le donazioni che trovate qui sotto (le donazioni ed il loro ammontare sono libere e prive di scopo di lucro!):

 
Il pulsante non vuole avere lo scopo di farvi "PAGARE per leggere" ne di incoraggiarvi ad offrirci "qualcosa in cambio di qualcos'altro" perche questo andrebbe contro ciò in cui crediamo! Poi se qualcuno pagasse per leggere i nostri cataloghi allora questi non sarebbero più "LIBERI E GRATUITI"!
Vogliamo quindi che interpretiate questo pulsante come una "PARTECIPAZIONE" al nostro lavoro per voi, un contributo spontaneo e finalizzato solo ad aiutare il nostro scopo! I DONATORI entreranno a far parte di una mailing list speciale il cui obiettivo sarà quello di tenerli informati sulle scelte e sugli eventi riguardanti l'acquisto di nuovi cataloghi. Al raggiungimento di una buona somma faremo il miglior acquisto possibile e porteremo online un nuovo catalogo! MA nessuna esclusiva per i donatori partecipanti alla mailing list ! Anche loro come TUTTI riceveranno in contemporanea le nuove scansioni!
E se poi non vi va di donare nulla siete i benvenuti come al solito !!!

Vi ricordiamo che questa ed altre scansioni potete trovarle nella nostra pagina intitolata "Cataloghi e Libreria" dove troverete moltissime altre scansioni di cataloghi.
Alla prossima scansione !!!

lunedì 2 novembre 2015

Nuove scansioni nella LIBRERIA DI RAGGIDISTORIA ! Listino Prezzi N.28 dell'Ottobre 1976 riferito al catalogo N.17

Copertina del Listino prezzi Campagnolo dell'Ottobre 1976 riferita al Catalogo n.17
Link per il download e lettura in fondo a questa pagina o nella sezione "Cataloghi e Libreria"
LA STORIA DEI NOSTRI CATALOGHI LIBERI E GRATUITI
Molte cose ultimamente ci hanno tenuto lontano da pubblicare nuove scansioni di cataloghi e documenti che riguardano il mondo delle bici d'epoca, alcune cause sono state prettamente tecniche (problemi con lo scanner che è stato sotituito con uno nuovo e più prestante) altre cause sono state invece "logistiche (il prezioso tempo scarseggiava...)  tuttavia, con una nuova soluzione e con rinnovata voglia di condividere, siamo tornati a produrre nuovi file e nelle prossime settimane siamo pronti a rilasciarne molti altri !

Come al solito tutti le nostre scansioni sono LIBERE E GRATUITE !
Potete scaricare e condividere il file come volete !
Se volete condividere i file su siti internet o blog vi preghiamo soltanto di citare la fonte!

LE DOMANDE DEI LETTORI
Sul tema dei cataloghi ci vengono spesso fatte domande ricorrenti da parte dai lettori del blog, il quesito più comune ci interroga sul possesso dei cataloghi e su come altri collezionisti possono fare ad ottenerli (le copie originali ovviamente)
La risposta che siamo soliti dare è la seguente:

giovedì 3 settembre 2015

"Patelli Record C" 1986 Campagnolo C-Record


Oggi vi presento una bici tutta BOLOGNESE !
La bici, superbamente allestita con gruppo C-Record, non è altro che uno degli ultimi modelli della vecchia guardia del marchio Patelli un produttore di biciclette che ha fatto storia nella città famosa per le tre T (per chi non conoscesse questo aforisma bolognese segua questo LINK).
Lo storico marchio esiste tutt'ora, anche se non più come "produttore" bensi come negozio/officina in Via G.Matteotti a Bologna (MAPS) vicino alla Stazione centrale.
Non si trattava di un semplice marchio artigianale che non ha trovato fortuna nella grande

martedì 26 maggio 2015

Lo strano caso della Guarnitura Sport del 1971


Nel Novembre 1971 esce il supplemento del catalogo 16 (uscito nel 1968). Composto da 12 pagine, esso mostrava le componenti inserite nella produzione Campagnolo in quei ultimi 3 anni.
In questo catalogo compare per la prima ed ultima volta il "Gruppo Centrale Sport": infatti, già dal successivo catalogo (il 17 uscito nel 1974) di questo gruppo non c'è neanche l'ombra. Pare infatti che questo gruppo centrale venne messo in produzione per bici di medio-bassa gamma, come a completare una sorta di gruppo "Sport" (il deragliatore anteriore risaliva al 1951, il cambio venne prodotto dal 1952, mentre la serie sterzo venne aggiunta proprio a partire dal 1971), ma non venne apprezzato dal pubblico e le scarse vendite portarono a interrompere la produzione già nel 1972.
Pagina del catalogo 16 supplemento in cui compare il "Gruppo Sport"

La guarnitura (3320), in particolare, differiva molto dall'altra guarnitura in produzione nell'azienda Vicentina (la Record), a partire dal numero di bracci del ragno, non 5 ma 3, fra l'altro alleggeriti. Il corpo era abbastanza pesante, essendo in acciaio cromato (la cromatura tendeva a saltare in caso di botte o graffi, con conseguente ruggine), mentre le corone erano in alluminio; quest'ultime erano disponibili solo nelle combinazioni 42-49, 42-50, 42-51, 42-52, 42-53 come set doppi, probabilmente per la misura anomala del girobulloni,116 mm, dovuto ai 3 bracci. Sulle pedivelle, scanalate, campeggia lo stemma alato Campagnolo nella parte superiore, mentre in quella inferiore è indicata la filettatura per i pedali (9/16 X 20F).
Dettaglio: dustcap e stemma alato
Probabilmente la stessa scanalatura sulle pedivelle e i 3 bracci del ragno alleggeriti erano soluzioni utilizzate per cercare di contenere il peso un po' troppo elevato e non solo estetiche. Proprio la struttura in acciaio cromato, insieme alla forma diciamo "atipica" (ma anche piccoli dettagli come le viti di serraggio delle corone per nulla lavorate usate al posto delle usuali boccole) richiamava molto le guarniture a chiavelle presenti sulle bici sportive mezzo-corsa o corsa di bassa gamma e probabilmente fu questa a causa del suo scarso successo: chi poteva permettersi una guarnitura Campagnolo, tendeva ad acquistare una guarnitura Record, mentre chi aveva pretese più basse preferiva vertere verso una guarnitura, magari a chiavelle, più economica; in questo modo la Sport del 1971 si trovò in mezzo e praticamente non si inserì mai nel mercato.

Dettaglio: filettatura dei pedali
Senza nulla togliere alla qualità dei materiali o della lavorazione, oggi è certamente molto sopravvalutata, almeno per quanto riguarda i prezzi che girano fra i mercatini, online e non. Viene infatti considerata una guarnitura "rara" (provare a cercare su ebay per credere!) probabilmente a causa del suo scarso successo al momento della sua uscita, ma va ricordato che è una guarnitura di media-bassa gamma e come tale si porta dietro i problemi del caso, dalla pesantezza alla formazione di ruggine in caso saltasse la cromatura e sebbene, come già detto, il design è tutto sommato interessante, anche un occhio poco esperto nota una lavorazione non elaborata o, comunque abbastanza sbrigativa.

Così, anche se con un ritardo di qualche dozzina di anni, questa guarnitura s'è presa la sua vendetta passando da insuccesso totale a oggetto ricercato in tutto il mondo. Lo strano caso della guarnitura Sport del 1971 è proprio la sua storia!
di Giacomo Resci

martedì 9 settembre 2014

Il padre del cambio moderno: il Campagnolo Gran Sport

Nel 1949 Il Campionissimo Fausto Coppi vinceva sia Tour de France sia Giro d'Italia usando un cambio Simplex (marca francese ma costruito in Italia), meno affidabile rispetto ai cambi Campagnolo ma più comodo perchè permetteva la pedalata durante il cambio marcia. Ernest Csuka riferisce che Tullio Campagnolo comprò due deragliatori Nivex presso lo stand di Alex Singer al Salone di Parigi di quell'anno e  qualche mese dopo il Vicentino presentò al Salone di Milano il prototipo di un cambio tanto innovativo che viene considerato il padre di tutti i cambi moderni: Il Gran Sport. Esso era infatti il primo cambio a parallelogramma per bici da corsa e tutt'ora viene usato questo principio per i moderni deragliatori posteriori. Tullio Campagnolo era anni avanti agli altri!
Va ricordato inoltre che prima della sua effettiva uscita sul mercato, avvenuta intorno al 1950, venne presentato il cambio Paris Rubaix (1950) che fu adottato dallo stesso Coppi.

1949: UN PROTOTIPO RIVOLUZIONARIO
Illustrazione di Rebour del Prototipo del 1949
Il cambio presentato al Salone di Milano, essendo molto più simile ai prodotti francesi rispetto alla solita produzione Campagnolo, destò sin da subito molto interesse. Praticamente Tullio Campagnolo aveva adoperato per la prima volta per le bici da corsa, il sistema a parallelogramma dei cambi Nivex. Era privo della molla di ritorno ma era dotato di un ingegnoso sistema a due cavi, uno per tirare il deragliatore sulla corona più grande e l'altro per tirarlo su quella più piccola. Per limitare l'ampiezza del movimento del cambio non furono usate le classiche viti di regolazione ma sembra che i fermi di limite erano integrati negli shifter, esattamente come i cambi Nivex. La sua struttura, caratterizzata da un parallelogramma molto corto, aggravava il problema del movimento indesiderato verso l'alto quando ci si muoveva verso una corona più grande. Inoltre mentre il cambio francese rendeva la rimozione della ruota un'operazione molto laboriosa, questo prototipo, girato di 90 gradi rispetto al Nivex, rendeva lo smontaggio molto più semplice.
Inizialmente Campagnolo posizionò il perno della gabbia della puleggia al centro, probabilmente considerando la gabbia simmetrica più adatta; questo però portava ad un problema: quando il cambio si spostava in avanti, la gabbia si muoveva parecchio, ma la catena tirata era poca.



Purtroppo sembra che non ci siano altre foto di questo prototipo. Se qualcuno ha qualche immagine-foto che vuole condividere con raggidistoria scriva a questa mail!

1950-1951: 3 VERSIONI MOLTO FRAGILI


La versione messa in commercio nel 1950 era molto diversa dal prototipo presentato l'anno prima, assomigliando già alla versione finale, che arrivò, in forma modificata, fino al cambio Nuovo Record. In questa prima versione, il morsetto del deragliatore per il cavo è ruotabile per permettere l'angolo ottimale per il cavo stesso. La scelta di tenere il collegamento del cavo così vicino alla vite di serraggio, era dovuto al fatto che se esso fosse stato curvo nel morsetto, avrebbe rischiato di rompersi.
 In un periodo in cui andavano per la maggiore Cambio Corsa o Paris Rubaix, cioè cambi a bacchetta, non c'era ancora l'uso di costruire bici con forcellini con il gancio built-in per l'alloggiamento del cambio (che sarebbe divenuto uno degli standard del ciclismo, anche in questo caso grazie alla rivoluzione portata da Tullio Campagnolo con i cambi a parallelogramma), per cui, anche per questioni di retrocompatbilità,il cambio si attaccava alla bici solo con il suo gancio inizialmente forgiato, molto interessante esteticamente, e per i cambi degli anni successivi solo stampato.
Usura del parallelogramma
Il parallelogramma era costituito da due piastre piatte, parallele e realizzate in Ottone; a causa, sia di queste scelte strutturali, sia delle grandi forze in gioco all'interno del cambio, probabilmente non prese in considerazione inizialmente, nonostante la resistenza del materiale di cui erano composte, esse tendevano a piegarsi con l'utilizzo. Questo problema era noto anche a Tullio Campagnolo che cercò di arginarlo con una nervatura di rinforzo nella piastra posteriore, che però servì ben a poco: così di frequente si trovano esemplari prodotti nel 1950 con la piastra posteriore piegata.
Nervatura di rinforzo
A questa fragilità strutturale, inoltre, va aggiunta l'usura abbastanza veloce delle pulegge; per risolvere anche questo problema, però si dovrà aspettare la produzione in serie del 1953, quando si troveranno materiali più resistenti e leggeri. Per questa versione esse erano caratterizzate da un diametro di 30 mm, dalla presenza di cuscinetti a sfere e dai 9 buchi, probabilmente presenti per evitare di rendere il cambio troppo pesante.

Per questa prima fase di produzione, si possono distinguere ben 3 versioni (denominate 51-1, 51-2, 51-3), tutte caratterizzate da una notevole fragilità contro cui Tullio

giovedì 26 giugno 2014

C aperta e C chiusa: gli shifters Campagnolo


Le levette di frizione Campagnolo possono essere considerate una delle icone che caratterizzarono e distinsero maggiormente  il marchio Vicentino. Infatti si mantenne il design per circa trent’ anni, dal cambio Gran Sport al Super Record, dal 1950 alla fine degli anni ’80, limitando al minimo i cambiamenti. Proprio grazie a questi lievi e a volte quasi impercettibili cambiamenti, si può datare con buona approssimazione le levette.

Principalmente Possiamo dividerle in due macrogruppi: Il primo caratterizzato dalla C di Campagnolo “aperta” , antecedente al 1958 e il secondo contraddistinto dalla C “chiusa”.

OPEN C SHIFTERS (1951-1958)
Distinguiamo 5 versioni di comandi a frizione a “C aperta”: 2 in bronzo cromato e 3 di alluminio.






  • Nel 1951 esce la prima versione, in bronzo cromato (come il cambio Record) e risulta essere più slanciata (e spesso anche curva) rispetto alle edizioni in alluminio. Il passaggio del filo è centrale e la fascetta di serraggio al telaio è piatta ed è caratterizzata dal logo alato posto sopra la scritta "CAMPAGNOLO". Questa edizione è contraddistinta dalle altre per il fissaggio della levetta: la piastra di supporto ha solo una piccola sporgenza in cui si va ad incastrare un perno di chiusura che è serrato con una vite a testa esagonale al collarino, e in cui sono infilate una rondella in ottone (il cui spessore radiale è molto piccolo e che permette lo scorrimento del comando) e la levetta stessa. Il movimento di quest'ultima è dovuto alla presenza di una scanalatura più larga  per circa un quarto di circonferenza in cui il sistema 'perno-sporgenza della piastra'  riesce a a scorrere, per poi bloccarsi appena la scanalatura si restringe. 
immagine trovata sul computer la cui provenienza mi è ignota
Componenti per il fissaggio della levetta nella prima edizione
fonte: Hiroshi Ichikawa
  • La versione del 1952, la seconda e ultima in bronzo cromato, nonostante mantenga la forma della levetta della prima edizione, è molto innovativa: infatti viene rivoluzionato il sistema di installazione delle levette alla fascetta e di conseguenza il corpo cilindrico di base è più ingombrante e il passaggio del filo risulta essere leggermente spostato. Questo sistema verrà mantenuto per tutte le edizioni successive e prevede il perno, su cui ruota la levetta (ora senza la scanalatura), direttamente pressato alla fascetta con una rondella di frizione,sempre in ottone fra la levetta e un "coperchietto" (come viene chiamato nei cataloghi stessi), il tutto tenuto insieme dalla vite ad intaglio.
    fonte delle immagini usate: Hiroshi Ichikawa
  • Sul finire del 1952 viene presentata la terza edizione, non più in bronzo cromato ma in alluminiocontraddistinta dalle bozzette presenti negli spazi fra le lettere ("pustolette"); cambia leggermente anche la forma. In questa edizione la piastra di supporto è colore argento e la fascetta di serraggio al telaio è ancora piatta ma viene cambiato il logo, introducendo la scritta in corsivo "Campagnolo" davanti ad un globo. La vite, ancora ad intaglio, si va a chiudere con un dado esagonale che stringe la fascetta.
  • Dal 1953 scompaiono le bozzette fra le lettere e nella fascetta, chiusa da una vite a colletto, vengono cambiate le estremità, ora rivolte verso l'esterno mentre viene mantenuto il logo. Le piastre di supporto diventano nere mentre per il serraggio delle levette alla fascetta vengono mantenute le viti ad intaglio, anche se vengono introdotte le viti a D come variante.
  • Verso la fine del 1953 esce la terza edizione in alluminio che può essere considerata una variante della seconda, in quanto si differenzia da quest'ultima solo per la mancanza della l tortuosa nella scritta "Campagnolo" sulla fascetta.
Dal catalogo 12 del 1953
CLOSE C SHIFTERS(1958-1985)

Dal 1958 i comandi a frizione sono contraddistinte dalla “C chiusa”. Possiamo avere due diverse versioni:

  • La prima, introdotta nel 1958, ha un design molto simile alle levette precedenti e mantiene le scritte "VICENZA" e "ITALY". L'unica differenza con l'edizione precedente è, appunto, la "C chiusa".  Le piastre di supporto erano inizialmente nere ma verso la fine degli anni '70 divennero cromate, in concomitanza con la rimozione delle guide dei cavi, inizialmente previste.
  • La seconda introdotta nei primi anni '80 per i gruppi Nuovo e Super Record, ottenuta sempre tramite brasatura,  è caratterizzata dalla sola scritta "PATENT CAMPAGNOLO", ora ad incasso su una superficie liscia. Di questa versione esistono alcune varianti:
    • In alcuni casi, al posto dell'usuale "patent Campagnolo" sulla vite a D (nominata "adjusting wing nut" con il codice 604-1), è presente una C in un rombo (nominata "adjusting screw" col codice 604); non si conosce quasi nulla sui motivi di questa soluzione però essa compare nel catalogo 18 del 1985 come alternativa alla vite a D classica e diventerà un simbolo tipico della produzione C-Record.
      1208/N e 1207/N presentano la vite con la C all'interno del rombo, mentre 1013/5N e 1013/6N hanno la classica vite a D
       
    •  Per pochi anni, dall’1983 al 1985 si produssero anche dei comandi con retro-frizione Simplex  mascherati da normali leve di frizione. Il loro costo era decisamente più alto al tempo, ma poiché non erano eleganti come i comandi C-record, non riscossero un particolare successo e la loro produzione terminò presto.
      fonte: velobase.com
Dopo 30 anni di onorato servizio, verso la metà degli anni ’80 con l’introduzione dei gruppi Victory e Triumphe  vennero accantonate in favore di un design più semplice e moderno. E’ incredibile come in una ditta in continuo divenire come Campagnolo, si sia deciso solo dopo così tanto tempo di cambiare la loro forma,  creando, di fatto, uno dei simboli del ciclismo passato.

Pag.33 del Catalogo 18 (1985)


Ringrazio il signor Hiroshi Ichikawa per la disponbilità, le informazioni e il materiale fotografico da lui fornitomi. Se qualcuno è pratico di giapponese, visiti il suo sito, sebbene non lo aggiorni più.

A special thanks goes to Hiroshi Ichikawa who gives me information and photos and who has been fully avaible!
di Giacomo Resci